Questa è una lettera che mio papà ha scritto la scorsa estate ... la riporto completa..
"Pur senza voler intervenire con chi è preposto a tale scelta e senza alcuna presunzione di sorta, mi è però impossibile non fare alcune riflessioni sul dramma che vede coinvolti due bambini nel contesto di una realtà familiare in cui i genitori sono ormai contrapposti l’un l’altro e separati da 700 chilometri di distanza.
Abbiamo Dejan, il fratello maggiore di oltre 10 anni, che vive con la mamma da più di un anno durante il quale gli atteggiamenti del padre lo hanno portato a un continuo e inesorabile allontanamento dalla figura paterna fino alla paura verso il padre stesso.
Il continuo ricatto morale e psicologico del padre nell’ignorarlo rispetto alla sorella, le probabili delusioni subite, i ricatti quali: ”tu finirai con gli assistenti sociali” o “tanto tua sorella deve venire qui da me”, le offese alla madre con il concorso della nonna paterna dette di proposito hanno portato Dejan a vivere gli incontri con il padre come un dramma, un incubo.
Per Dejan un anno di permanenza con la madre ha significato un nuovo equilibrio: con la scuola ha trovato finalmente degli amici con cui crescere socializzando così come è giusto per un bambino della sua età.
Anche l’attività sportiva che segue con entusiasmo gli ha consentito di raggiungere un equilibrio non solo attraverso la mente ma anche con il proprio corpo consentendogli di smaltire quei chili che diversamente significavano obesità infantile.
Togliere Dejan da questo contesto significa bloccare questo processo di serena socializzazione le cui conseguenze sul suo futuro sono quanto meno inimmaginabili e personalmente farei di tutto per non essere responsabile di queste conseguenze.
Mi si potrà obiettare che ciò può essere valido per Dejan ma non per Pamela che si trova con la madre e il fratello da pochi mesi.
Ciò è vero, pur tuttavia non bisogna dimenticare che il trapianto di fegato a 5 mesi ha reso la figura materna un facile punto di riferimento per la bambina.
Oltretutto anche per Pamela così come lo è per Dejan, è questa una fase molto importante della sua crescita e le minacce del padre quali: ”tu a settembre farai le scuole qua”; “se non vieni qua ti mando a prendere dai carabinieri”; “quando vieni a fare la visita a Brescia non tornerai più dalla mamma ma rimarrai con me”, possono solo creare in una bambina di poco più di sette anni un trauma psicologico le cui ripercussioni si possono solo immaginare.
Il voler dividere psicologicamente e fisicamente i due fratelli a tutti i costi è un atto che un genitore non dovrebbe mai fare se veramente vuole bene ai propri figli; diversamente è un atto egoistico di un genitore con grossi problemi esistenziali che vengono scaricati sui figli.
Pamela e Dejan da quando vivono insieme sono sereni, felici; si sono aperti agli altri, hanno scoperto gli amici e il mondo che li circonda, vivono e condividono intensamente i giochi, gli amici, lo studio, lo sport.
Stanno compiendo il loro percorso di socializzazione così come tutti i bambini della loro età dovrebbero fare.
Insegnare a un bambino a dire bugie, revocare un nulla osta non consentendo alla bambina di frequentare l’ultimo periodo di scuola, imporre un’ingiunzione della consegna della bambina senza particolari motivi, chiedere e parlare esclusivamente con Pamela e non con Dejan, voler avere con sé solo Pamela e non Dejan; tutto ciò serve solo a dividere, a cercare di mettere un figlio contro l’altro, e questo non è da genitore, da padre responsabile, è da irresponsabile incapace di proporsi nella figura che gli dovrebbe competere anzi proponendosi in questo modo ai figli come figura negativa che incute paura anziché amore, che cerca di dividere i figli anziché unirli in una logica che nessuna persona responsabile, nessun educatore, potrebbe accettare.
Che senso ha voler dividere a tutti i costi i figli. Un genitore dovrebbe preoccuparsi innanzitutto dell’avvenire dei propri figli, dovrebbe sapere che un figlio triste oggi rischia d’essere una persona complessata domani, mentre un bambino che cresce sereno e tranquillo oggi saprà certamente affrontare il futuro da adulto con capacità ed equilibrio.
Scegliere dunque l’affido di tutti e due i bambini alla madre significa scegliere di consentire loro di continuare quel cammino ormai intrapreso insieme per la realizzazione della loro crescita senza i traumi generati da un affido diverso.
Questa scelta potrebbe altresì significare un nuovo approccio del padre al quale verrebbero meno le motivazioni che oggi gli consentono quei ricatti e quelle “minacce” a dir poco diseducative.
Forse si potrebbe avere un avvicinamento del padre verso i figli fino a poter condividere quei momenti d’affetto che un genitore deve imparare a gestire con i figli stessi infondendo in loro un senso d’amore e non di paura come avviene ora."
lunedì 5 febbraio 2007
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