sabato 17 febbraio 2007

Voglio sparire»: il grido disperato di Nuvoli

SASSARI.«Voglio sparire». Giovanni Nuvoli l’ha detto con il suo linguaggio fatto di battiti di ciglia, che la moglie «traduce» da una tavoletta sulla quale sono stampate le lettere dell’alfabeto. E mentre esprimeva la sua richiesta con determinazione, una lacrima gli ha rigato il viso. Forse solo per lo sforzo e per la rabbia che ha dentro dopo aver saputo che deve continuare a soffrire in quel letto, attaccato a macchine che lo tengono in vita pompandogli aria nel corpo.La grande rabbia che ha detro, Giovanni Nuvoli, 53 anni, di Alghero, può esprimerla soltanto attraverso gli occhi, che sprizzano una vitalità eccezionale, incredibile in quel corpo spento e devastato da una malattia terribile: la Sla (sclerosi laterale amiotrofica). L’avevano inizialmente chiamata «sindrome dei calciatori», perchè di Sla è morto il campione di Genoa e Roma, Gianluca Signorini, e altri calciatori ne sono stati colpiti. Signorini era diventato un simbolo della lotta alla Sla, grazie a lui erano stati fatti investimenti importanti sulla ricerca, ma i risultati tardano ad arrivare e di Sla si continua a morire. In maniera atroce, tra indicibili sofferenze.Anche Giovanni Nuvoli ha frequentato il mondo del calcio, ma quello più puro, a livello dilettantistico ed è stato anche un bravo arbitro, fino a quando il fisico gliel’ha permesso. Poi, nel 1998, le prime difficoltà, le cadute, le gambe che non gli reggono più e poi lentamente tutti i muscoli che si atrofizzano fino a quando non è stato costretto prima su una sedie a rotelle e poi su un letto. Immobile. Neppure la parola, perchè quel tubo che lo tiene in vita pompandogli aria nei polmoni glielo impedisce. Così, gli sono rimasti soltanto gli occhi.E con Maddalena, la moglie, una donna forte e battagliera che ha dedicato a lui tutta la sua vita, è riuscito a stabilire un collegamento grazie agli occhi. E a una tavoletta trasparente sulla quale sono stampate le lettere dell’alfabeto. Lei le indica e lui batte le ciglia. Una parola è fatta di tanti battiti di ciglia che lei trasforma in frasi, in lettere. Un amore infinito fatto di sguardi e di battiti di ciglia. Un amore che è diventato il simbolo di una battaglia. Per la morte. Perchè Giovanni Nuvoli adesso, in quel letto di dolore del reparto rianimazione, desidera soltanto una cosa: «Sparire».E l’eurodeputato Marco Cappato, segretario dell’associazione «Luca Coscioni», sollecitato dai radicali sassarese Maria Isabella Puggioni e Paolo Ruggiu, ha annunciato che sta cercando un medico «disponibile a rispettare la legge, che la ventilazione artificiale è senz’altro un trattamento sanitario, ma non esiste alcuna disposizione di legge che obblighi a subire la ventilazione. E stando così le cose - ha concluso Cappato, che sarà stasera a Sassari - è evidente che, al di là degli schiamazzi del fronte clericale, Giovanni Nuvoli ha un diritto molto chiaro, indiscutibile e costituzionalmente protetto. L’affermazione di tale diritto passa per la concreta disponibilità di un medico, che se ne faccia carico fuori dal reparto di rianimazione. Come Associazione Coscioni e Radicali italiani forniremo ogni aiuto per far rispettare la volontà e quindi i diritti di Giovanni Nuvoli, qualunque dovesse essere la sua scelta. Per questo motivo siamo attivamente impegnati nella ricerca di un medico disponibile a rispettare la legge».Intanto, Giovanni Nuvoli ha inviato un’altra lettera al sostituto procuratore Paolo Piras, il magistrato che ha dichiarato inammissibile la sua richiesta di staccare il ventilatore dell’aria. Nella nuova lettera (arrivata in procura via fax nel pomeriggio e che il magistrato dovrebbe vedere e valutare oggi, senza escludere una sua nuova visita in Rianimazione per sincerarsi delle condizioni del malato) Nuvoli ha spiegato «di aver chiesto che sia consentito a un medico estraneo al reparto di Rianimazione di Sassari di entrarvi e di occuparsi attivamente della mia persona, mettendogli a disposizione farmaci e attrezzature adeguate». Riconoscendo comunque al magistrato un approccio «intelligente e non ipocrita» alla sua vicenda nonostante «sia andato fuori tema».Ieri sera, come tutte le sere da quando il marito è ricoverato in Rianimazione, Maddalena è entrata a vedere il suo uomo. Gli ha letto i giornali e gli ha fatto vedere i titoli. «I giornali scrivono quello che vogliono - ha replicato Giovanni Nuvoli - ma la verità la sappiamo soltanto io e tu. E tu sai quello che voglio, una cosa soltanto: sparire».Maddalena ha sorriso. Il suo solito sorriso, gonfio di amarezza mista a un amore così grande da superare ogni barriera. L’hanno fatto per 9 anni, dal 1998. Ora insieme vorrebbero saltare l’ultimo ostacolo, quello più più arduo, che poi si perde nell’infinito. Vogliono saltarlo insieme. Come ultimo gesto d’amore di tanti anni trascorsi insieme, devastati dal dolore e dalla speranza: prima di guarigione e ora di una morte serena, dopo tante sofferenze.

FONTE espresso.repubblica.it

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