" La chiesa italiana, malgrado sia ricca di tante energie e fermenti,sta subendo un'immeritata involuzione.L'annunciato intervento della Presidenza della Conferenza Episcopale,che imporrebbe ai parlamentari cattolici di rifiutare il progetto dilegge sui "DICO", "Diritti delle Convivenze", é di inaudita gravità.Con un atto di questa natura l'Italia ricadrebbe nella deprecatacondizione di conflitto tra la condizione di credente e quella dicittadino. Condizione insorta dopo l'unificazione del Paese e il "nonexpedit" della S.Sede e superata definitivamente solo con gli accordiconcordatari.Denunciamo con dolore, ma con fermezza, questo rischio e supplichiamoi Pastori di prenderne coscienza e di evitare tanta sciagura, cheporterebbe la nostra Chiesa e il nostro Paese fuori dalla storia.Si può pensare che il progetto di legge in discussione non siaottimale, ma è anche indispensabile distinguere tra ciò che per icredenti é obbligo, non solo di coscienza ma anche canonico, e quantodeve essere regolato dallo stato laico per tutti i cittadini.Invitiamo la Conferenza Episcopale a equilibrare le sue prese diposizione e i parlamentari cattolici a restare fedeli al loro obbligocostituzionale di legislatori per tutti."Giuseppe Alberigo, Bologna
Mi permetto di inoltrare questo appello, cui anch'io ho aderito.
Nel caso che tu lo voglia firmare invia un messaggio a GiuseppeAlberigo
alberigo@alma.unibo.it
mercoledì 14 febbraio 2007
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